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Tv, che cos’è la “Sindrome dell’ultima puntata”

Perché quando si conclude una serie televisiva che ci ha appassionato, si viene assaliti da ansia, smarrimento e angoscia

La prima cosa che viene in mente potrebbe riassumersi in un interrogativo: “E ora?”. Quando finisce una serie Tv che ci ha appassionato particolarmente, la sensazione è di perdita, smarrimento, depressione, ansia, preoccupazione. Appena meno di quando veniamo lasciati da un partner o – per quanto possa suonare assurdo – siamo colpiti da un lutto. Se è capitato anche a voi, non è il caso di preoccuparvi: siete in buona compagnia, se è vero che un pool di ricercatori statunitensi si è preoccupato di studiare questa sindrome che colpisce le vedove di serial, gli orfani di fiction televisive, i fedelissimi dei “tv drama” divenuti così popolari negli ultimi anni.

Lo shock emotivo da abbandono
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Mass Communication and Society” da un gruppo di ricercatori dell’Ohio State University (coordinati dalla dottoressa Emily Moyer Gusi), la serie tv preferita che arriva a conclusione è capace di provocare problemi seri nelle persone predisposte a uno shock emotivo. E le repliche, quando mandate in onda, non bastano a lenire il disagio che si prova: in fin dei conti, sono soltanto copie.

Il motivo per cui si segue una serie Tv
Lost, Dexter, CSI, Grey’s Anatomy, Scandal, The Walking Dead…: non conta il genere di serial che si segue, non è quello che davvero influisce sul dolore che si può provare quando finisce, ma piuttosto il motivo per cui lo si segue. Secondo il coordinatore dello studio, è questo il vero fattore che determina il livello di stress percepito quando non si trova più sul canale preferito la serie Tv che tanto ci ha appassionato.

Un disagio reale
Lo studio statunitense ha esaminato come gli spettatori – tutti universitari – hanno reagito davanti alla fine del proprio programma preferito. Ai partecipanti è stato anche chiesto quanto spesso guardavano la televisione e i motivi che li spingevano a farlo, e quanto fosse importante per loro. Dai risultati è emerso che i ragazzi che affermavano di sentirsi in “forte relazione” con i personaggi erano coloro che si sentivano più a disagio quando i telefilm interrompevano le programmazioni: “´Ci sono alcuni aspetti dei rapporti con i personaggi televisivi che possono essere paragonati ai rapporti reali – spiega la Moyer Gusi – ma l´intensità è, in genere, ridotta”. Alcuni affermano di “percepire un disagio reale”, simile a quello che si prova quando finisce un rapporto d’amore o di amicizia, anche se l’intensità dell’angoscia che si prova, spiega la ricercatrice, “non è paragonabile a quella che si prova nella realtà”.

Cosa fare dopo
Lo “shock dell’abbandono”, però, rimane, e in molti accusano il colpo. Conclusa la serie Tv, come si impiega il tempo che prima si trascorreva davanti allo schermo? Quasi la metà dei partecipanti allo studio – il 40% – ha sostituito la visualizzazione della serie Tv con altre attività multimediali, come l´utilizzo di Internet, mentre il 18% ha dichiarato di trascorrere più tempo con amici e familiari.

Redazione Staibene

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