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Un aborto non influenza la gravidanza successiva

Rispetto a 20 anni fa, azzerati i rischi di nascita prematura

L’esperienza di un’interruzione di gravidanza volontaria è tra le più dure che possano capitare nella vita di una donna. Soprattutto se, dopo aver volontariamente rinunciato ad avere un bambino, la stessa donna decida invece di diventare mamma in un secondo momento. In questo caso, il dubbio che un aborto precedente possa influire negativamente sulla gravidanza successiva esiste ed è molto difficile da risolvere.
Ci ha pensato uno studio condotto da un pool di ricercatori britannici, che al termine del loro lavoro sono giunti a una conclusione decisamente positiva: le moderne tecniche di aborto non sono infatti associate ad un aumentato rischio di nascita pretermine nel tempo. Abortire con gli attuali metodi oggi non influisce sul successo di una gravidanza successiva, rispetto a quanto invece accadeva venti o trent’anni fa.

Nessun rischio
È il risultato di una nuova ricerca – pubblicata sulla rivista scientifica "Plos One" – condotta da Gordon Smith dell’Università di Cambridge che ha scoperto che l’aborto era un notevole fattore di rischio di nascita prematura durante la gravidanza successiva all’interruzione nel 1980. Un’associazione che nell’arco di due decenni si è andata progressivamente indebolendo. Al punto che dal 2000 in poi il rischio è scomparso del tutto.
Si tratta di dati importanti che necessitano di essere considerati dai medici per l’elaborazione aggiornata delle raccomandazioni relative al rischio di parto pretermine nelle donne che hanno subito un aborto in passato.
L’attuale indagine indica che non vi è più alcuna associazione tra aborto precedente e nascita prima dei termini, imponendo una rivisitazione delle odierne linee guida.

Redazione Staibene

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