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Come “ringiovanire” il sesso di coppia dopo il parto

Come ringiovanire gli organi ed il sesso di coppia dopo il parto? La soluzione è in un lifting che cura anche stipsi ed incontinenza. Ecco come funziona.

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C’è un modo per  ringiovanire il sesso di coppia dopo il parto ed è anche  la soluzione per alcuni frequenti problemi intestinali, urinari e ginecologici che si verificano nella donna.

Ne è convinto il presidente della Siucp (Società italiana unitaria di colonproctologia), Antonio Longo, già noto per le sue tecniche “soft” contro emorroidi e stipsi grave legata a ostruzione meccanica secondo il quale molte donne non lo sanno ma tutto è risolvibile  con  un solo intervento di chirurgia plastica.  Si tratta di un vero e proprio “lifting intimo 3 in 1”, che avrebbe già dato risultati eccellenti in 350 casi.

 

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Quanti problemi collegati tra loro

L’esigenza nasce dall’osservazione che Longo ha annotato nel corso della sua esperienza medica dove molte donne, specie dopo il parto, vanno incontro ad un  rilassamento dell’intero apparato riproduttivo  definito prolasso, che una volta era appannaggiosolo delle donne anziane ma ora si va diffondendo anche nelle donne giovani  perchè affrontano la gravidanza in età sempre più avanzata.

La conseguenza è che può accadere che una donna anche a 40 anni possa improvvisamente soffrire di disturbi urinari, stitichezza emorroidi che compromettono oltre che la salute anche  la vita sessuale con tutte le conseguenze ormonali  e psicologiche del caso.

Un problema di nicchia? che interessa poche donne? Macchè! “Un terzo della popolazione femminile italiana soffre di incontinenza urinaria, emorroidi e stipsi o disturbi sessuali correlati a problemi di utero e vagina, per lo più prolassi”, spiega Longo.

Il punto è che anche per questo tipo di disturbi la medicina  è vittima della tendenza all’iperspecializzazione  che, se da un lato accresce esperienze e competenze in uno specifico campo, dall’altro segmenta il sapere medico  a discapito della visione d’insieme di disturbi che sono tra essi strettamente collegati. Sicchè  c’è il proctologo che si occupa solo di emorroidi ma  non di incontinenza, il ginecologo che  si focalizza sulla salute dell’utero ma non della vescica, l’Urologo che si concentra sull’incontinenza ma non sempre è in grado di capire che l’origine è un problema ginecologico.

E’ vero che i confini sono spesso labili ed arbitrari ma ciò che a volte manca è la visione integrata di più specialisti che osservando un disturbo  siano in grado di contestualizzarli in un ambito più ampio.

Spiega Longo : Fino a oggi “le malattie del pavimento pelvico, ossia del complesso di organi racchiusi nel bacino, sono state studiate e affrontate separatamente. Senza tener contro delle strette correlazioni e delle dinamiche causa-effetto che esistono in questo apparato”.

Dove tutto è invece collegato, perché “il rilassamento di utero e vagina, dovuta soprattutto ai traumi del parto, può pesare negativamente anche sul funzionamento di vescica e retto”, avverte l´esperto. Da qui l´idea di un intervento di “sospensione pelvica completa”.

 

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Come ringiovaniscono gli organi sessuali della donna
Ma in che cosa consiste, nel dettaglio, questo intervento? “Si risolleva l´utero nella sua posizione originaria attraverso un sistema di bende fissate ai muscoli addominali”. Così facendo, l´utero riposizionato grazie a queste “mini-amache” trascina con sé tutti gli altri organi pelvici, riportandoli infine nella loro sede naturale.

L´approccio tradizionale alle problematiche pelviche femminili, dice Longo, ha prodotto “lacune” nella letteratura scientifica di settore: viziando cioè il corretto inquadramento epidemiologico di questi disturbi, con conseguenti problemi di diagnosi e trattamento.

Basti pensare che “ogni anno nel mondo vengono operate per queste disfunzioni 400 mila donne, ma molte non guariscono e quasi una su tre (120 mila) viene poi rioperata per gli stessi problemi”.

Secondo il numero uno della Siucp, “è quindi chiaro che l´approccio verso i disturbi ginecologici, urologici e colonproctologici non può che essere unico, comprendendo l´aspetto medico, quello chirurgico e quello riabilitativo”.

E non si tratta di “rubare il lavoro” a ginecologi e urologi: “L´obiettivo è di aiutare meglio le pazienti passando da una visione parziale a una globale”.

 

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Redazione Staibene

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