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Vagina, cade l’ultimo tabù ( e arrivano i rischi)

Cade anche l’ultimo tabù sulla vagina: non più perifrasi e occultamento ma tutto im mostra. Con alcuni rischi che occorre conoscere. Eccoli.

vagina

Il vero primato della vagina è che forse nessuna parte del corpo femminile ha tanti sinonimi quanto lei.

La chiamiamo fica, patatina, topa, passera o, se passiamo all’umanizzazione satirica del modo in cui la evoca Luciana Littizzetto, “Jolanda”, ma sempre di lei si parla, la vagina, il punto più nascosto, misterioso, promettente, delicato del corpo femminile, oggetto di desiderio di uomini e donne, simbolo rivoluzionario per pasionarie ante e post femministe, fonte di ispirazione per poeti ed  artisti di ogni tempo.

Il punto è che se per secoli siamo ricorsi a sinonimi, perifrasi, del tipo ” li dove non batte mai il sole”,  o il “triangolo delle bermude”, la realtà è che la vagina è stata sempre un tabù, regno incontrastato del proibito o del fecondo, ma sempre tabù.

Ebbene, ora sulla vagina cade l’ultimo tabù, quello della visuale e della cittadinanza. Si, perchè ormai lontani i tempi del femminismo  militante dove le mani a rombo delle donne in piazza ne sintetizzavano il logo come simbolo di emancipazione, ora la vagina diventa fast food, da consumare nella musica, nell’arte, nei romanzi e nella quotidianità. Si direbbe che scende dal piedistallo e lotta insieme a noi.

Ma quanta ignoranza e luoghi comuni ancora su di lei? E quanta banalizzazione e rischio nel trattarla senza troppe cautele?

 

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A tu per tu con la vagina
Ogni donna ha con la sua vagina un rapporto confidenziale ma anche particolare fatto di un misto di orgoglio e commiserazione. Tutte sanno che è l’oggetto del desiderio maschile più ricercato ma  non di meno sanno che non sono tutte uguali le vagine e lì scatta quello che negli uomini è il complesso dello spogliatoio: ovvero l’occhiata apparentemente distratta  al pene per vedere chi ce l’ha più lungo.

Nelle donne non si arriva a questo ma certo le domande fioccano. Forma, carnosità, turgore, labbra. La pop star Rihanna confessa di avere il complesso della vagina profonda. “Se  i maschi riescono ad arrivare fino alla fine è come viaggiare nello spazio”.

Lo “sdoganamento” o se preferite la caduta del tabù nominale è ormai realtà nell’arte .

Anish Kapoor star dell’arte concettuale ha installato a Versailles un tubo di ferro lungo 60 metri e alto 10 subito ribattezzato la vagina della regina e deturpato dalla bomboletta spray di qualche ortodosso, non si sa se integralista cattolico o islamico.

Vivienne L’Amour ha lanciato la Vagin Painting. Si dipinge  con un pennello applicato”li” con il quale dà sfogo all’arte modulandola con i sinuosi movimenti pelvici.

Orsetta Ghini invece  dedica alla vagina le sue sculture sostenendo che il marmo dona loro un aspetto più morbido mentre il f erro mette in risalto l’aggressività.

Il mondo della musica non è da meno.La pop star Lana Del Ray canta :”La mia vagina ha il gusto della Coca Cola”. Madonna parla di “Holy Zater” acqua santa e prega:”scendi giù e bevi il mio liquido prezioso”.

 

Leggi anche: Cos’è il vaginismo

 

 

Non  abbassare le cautele

 

Ma non è chiaro se questa improvvisa, trasparente e dichiaratamente esplicita popolarità  si trasformi anche in qualche rischio. Non bisogna dimenticare che è anche un organo particolarmente delicato che non a caso  è nel punto  meno esposto del corpo femminile.

E dunque le attenzioni devono essere massime soprattutto per le infezioni . Funghi, virus e parassiti   in agguato trovano spesso nella vagina il loro habitat ideale.

Le cause dell’insorgere di infezioni non sono solo i rapporti sessuali non protetti e promiscui, ma anche una cattiva igiene personale e l’assunzione di alcuni farmaci (come gli antibiotici e gli immunosoppressori, che abbassano le difese naturali dell’organismo) e l’utilizzo in comune di servizi igienici e asciugamani, la frequentazione di piscine, le variazioni ormonali (in gravidanza, in menopausa, durante l’assunzione della pillola anticoncezionale) che rendono la zona vaginale più vulnerabile nei confronti delle aggressioni batteriche.

 

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10 regole per proteggere la vagina

 

Il Centro Medico Humanitas ha  al riguardo redatto un decalogo per la prevenzione  della salute vaginale in 10 punti.

  1. Indumenti – Evitare indumenti troppo stretti e aderenti (pantaloni, slip, body).
  2. Biancheria intima – Indossare biancheria intima in tessuti di cotone.
  3. Rapporto sessuali – Utilizzare sempre il profilattico nei rapporti sessuali occasionali.
  4. Alimentazione – Seguire una dieta varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura.
  5. Salvaslip – Limitare l’utilizzo dei salvaslip, perché creano un ambiente caldo-umido ideale per lo sviluppo dei germi.
  6. Asciugamano – Usare solo il proprio asciugamano personale, anche in famiglia.
  7. Igiene – Lavare correttamente la zona intima.
  8. Sintomi – Non trascurare sintomi anche leggeri, quali bruciore, prurito e perdite maleodoranti.
  9. Spirale – Le donne che utilizzano la spirale devono sottoporsi a controlli periodici.
  10. Antibiotici – Assumere ovuli vaginali o fermenti lattici quando la cura delle infezioni è a base di antibiotici;

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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