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Varicella

Malattia esantematica molto frequente e contagiosa, dovuta al virus «varicella-zoster». Si trasmette attraverso le goccioline di saliva sparse nell’aria o per contatto con indumenti contaminati. È contagiosa dal primo al sesto giorno dalla comparsa dell’eruzione, e conferisce immunità permanente. Di rado colpisce gli adulti; ma in questo caso assume carattere di gravità. Sebbene la varicella possa conferire immunità per tutta la vita, il virus può rimanere silente anche per decine di anni per poi riattivarsi e provocare HERPES ZOSTER. Il periodo di incubazione varia da 14 a 21 giorni, ed è in genere asintomatico. Abitualmente l’esantema (eruzione cutanea) è il primo segno di malattia e tende a comparire in poussées successive: possono quindi essere presenti simultaneamente tutti i vari stadi della sua evoluzione. L’esantema si estende a tutto il corpo, anche al cuoio capelluto, e vi è eruzione sulle mucose (enantema) dei genitali e del cavo orale. Gli elementi attraversano i seguenti stadi: macula rossa-papula-vescicula (piena di liquido chiaro)-crosta. Le croste si distaccano tra il nono e il tredicesimo giorno. Il prurito, dapprima lieve, può divenire intenso nello stadio crostoso. La varicella può complicarsi con infezione delle vescicole, e (molto di rado) con meningoencefalite. Per quanto riguarda il trattamento, nel neonato può essere utile la somministrazione di immunoglobuline per prevenire le complicazioni neurologiche. Le vescicole non vanno toccate, ma solo nettate delicatamente e trattate con polveri inerti. Occorre evitare che il bambino le distacchi grattandosi. In caso di infezione delle vescicole si ricorre all’applicazione locale di antibiotici; nei casi più gravi, alla somministrazione di antivirali (acyclovir).

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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