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Vitamina C: quanta, quando e come prenderla

Serve davvero a contrastare il raffreddore? Mantiene giovani? Protegge il cuore? Meglio dai cibi o con gli integratori?

E´ la regina delle vitamine. La più versatile, la più presente in natura, la più utile. La vitamina C protegge il cuore e l’apparato respiratorio, gli organi della digestione e quelli della riproduzione. Soprattutto, aiuta l’organismo a non invecchiare perché agisce sull’ossidazione delle cellule. Ecco perché – di tutte le vitamine – nessuno può fare a meno della vitamina C.

Le dosi giuste di vitamina C

Tutti, chi più chi meno, la prendono. Ma quanti sanno qual è la dose giusta? Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, ogni giorno dovremmo assumere 60 mg di acido ascorbico. Ma diversi studi sostengono l’utilità di aumentare notevolmente questa quantità. Come regolarsi, allora?
Partiamo da un presupposto: la vitamina C è idrosolubile, cioè si scioglie in acqua. “Significa che anche grandi dosi non danno problemi, perché il nostro organismo le può smaltire insieme con i liquidi. Diverso è il discorso delle vitamine liposolubili, come la vitamina A e la vitamina E, che si sciolgono nei grassi e tendono quindi ad accumularsi nel corpo”, spiega il professor Nicola Sorrentino, docente di igiene nutrizionale e crenoterapia presso la scuola di specializzazione in idrologia medica dell’Università di Pavia. “Detto questo, il dubbio sulla giusta quantità da assumere non dev’essere visto come un problema. Basta seguire un regime alimentare equilibrato per assicurarsi il corretto fabbisogno di vitamina C”.

Dove si trova la vitamina C

L’acido ascorbico si trova infatti praticamente in ogni alimento. Quasi tutta la frutta e la verdura ne hanno in abbondanza: “Soli 100 g di limone o di un qualsiasi altro agrume forniscono 50 mg di vitamina C”, continua il professor Sorrentino, “il melone appena di meno, la fragola perfino di più. Per non parlare dei peperoni: in un etto ci sono addirittura 150 mg di acido ascorbico. E l’elenco è lungo, comprende le verdure a foglia verde, le patate, il peperoncino, i pomodori maturi, il prezzemolo”.

Gli integratori non servono
Il discorso è un po’ diverso per gli anziani, le donne in gravidanza e tutti coloro che si trovano in un periodo di convalescenza dopo una qualsiasi malattia: “Quando l’organismo è debilitato, anche solo per una banale gengivite, può essere utile integrare la quantità di vitamina C. Ma negli altri casi, non c’è bisogno di ricorrerere a sovrappiù: non sarebbero dannosi, ma semplicemente inutili”.
A proposito di integrazioni: meglio la vitamina C al naturale o quella di sintesi, vale a dire in bustine o compresse? “Il problema non si pone. Anche se io tendo a consigliare di assumerla dagli alimenti, nessuno studio dimostra che quella chimica sia diversa o meno efficace”.

(Valentino Maimone)

Redazione Staibene

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