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Stress in ufficio? La soluzione non è… umana

Meglio di qualunque altro metodo anti ansia sul lavoro

Stress in ufficio? La soluzione non è... umana

Quando si dice “fare la differenza”. Oltre che in casa, oltre che nella vita di tutti i giorni, il nostro migliore amico a quattro zampe può essere un fattore determinante anche sul lavoro.

Proprio così: uno studio scientifico segnala il cane come migliore antistress in ufficio. Meglio di palline di gomma da premere tra le mani, meglio di giochini nati per spezzare la tensione.

Secondo uno studio della , il cane è un ottimo antistress sul lavoro. Sia per il padrone, sia per tutti gli altri dipendenti.
Lo stress, sottolineano gli esperti, è una delle principali cause di assenteismo fra i dipendenti e di burnout, esaurimento scatenato dal mal di lavoro, e si traduce in una significativa perdita di produttività e di risorse.

 

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La ricerca  sulla salute e il management
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “International Journal of Workplace Health Management”, si è svolto in un´azienda “dog-friendly”, la Replacements, con sede a Greensboro e 550 dipendenti. Nell´azienda sono circa 20 o 30 i cani che “timbrano il cartellino” ogni giorno. Nel corso della ricerca, sono stati messi a confronto i dipendenti che portano i loro cani al lavoro, e i loro colleghi senza animali, in diversi campi: stress, soddisfazione sul lavoro, impegno e supporto sul fronte organizzativo.
Gli scienziati hanno osservato una differenza tra i tre gruppi sui livelli dell´ormone dello stress, misurati attraverso i campioni di saliva al mattino. Nel corso della giornata di lavoro, poi, lo stress autoriferito risultava diminuito per i dipendenti con cani al seguito, aumentato per i non proprietari di animali e anche per chi aveva lasciato il pet a casa. Il team ha anche osservato che lo stress aumentava in maniera significativa quando i lavoratori lasciavano a casa i loro cani, rispetto ai giorni in cui erano presenti.
Durante l´esperimento, gli scienziati hanno anche notato che gli impiegati senza pet cercavano i colleghi con il cane e si interfacciavano con l´animale durante la pausa. I commenti raccolti dagli scienziati sono stati tutti perlopiù positivi. C´è chi ha sottolineato che “gli animali da compagnia nei luoghi di lavoro possono essere un bonus per sollevare il morale dei dipendenti”, o ancora che “è un grande antistress”, che “favoriscono e aumentano il lavoro di squadra con i colleghi”.

 

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Incentivo di benessere
“Anche se preliminare”, commenta il ricercatore principale Randolph T. Barker, “questo studio fornisce la prima misurazione dell´effetto esercitato dai cani dei lavoratori nell´ambiente di lavoro”.
Lo scienziato sottolinea le “significative differenze” in termini di livelli di stress percepito tra i giorni in cui il cane era presente e quelli in cui era assente. “I dipendenti nel complesso hanno mostrato una soddisfazione sul lavoro superiore alla norma”, continua l´esperto.
La presenza di un pet si rivela dunque come “un incentivo low cost al benessere dei dipendenti”, conclude lo scienziato. E´ inoltre un rimedio subito disponibile per i datori di lavoro e facile da mettere in pratica, e “può migliorare il livello di soddisfazione organizzativa e la percezione di sostegno”.
E´ però importante che le aziende adottino una politica che preveda “l´assunzione” di soli animali domestici “puliti e ben educati”, sottolinea infine Barker, auspicando l´avvio di ulteriori ricerche con campioni di dimensioni più grandi all´interno del contesto organizzativo. Un passaggio necessario per replicare i risultati di questo studio iniziale.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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