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Neonati, come nutrirli per evitare che da grandi siano obesi o cardiopatici

Poche mamme ne sono consapevoli, ma il modo con cui nutrono i loro neonati dai 6 ai 24 mesi di vita dalla nascita può essere decisivo per il loro stato di salute fisica da adulti.

Il passaggio cruciale è il cosiddetto svezzamento, ovvero il momento in cui si passa dall’alimentazione unica del latte ( materno o artificiale) all’alimentazione variata, in cui si combinano differenti cibi, ognuno con specifiche caratteristiche nutrizionali.

Che strategia adottare? Come ridurre al minimo le ansie delle neo mamme o evitare che l’eccessiva disinvoltura rovinino la salute dei loro bambini?

 

 

Il periodo delicato: da 6 a 36 mesi

Una risposta che toglie qualsiasi dubbio viene dal Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell’Ats di Milano nel documento “Alimentazione complementare dai 6 ai 24 mesi: aspetti applicativi” , che tira le somme di una indagine nutrizionale molto estesa, dalla quale emerge subito un dato preoccupante nelle mamme di oggi: la dieta dei piccoli italiani tra i 6 e i 36 mesi è troppo ricca di proteine e di sodio, mentre è povera di ferro e di grassi.

Sulla base di questa evidenza i ricercatori hanno messo nero su bianco che si tratta di uno squilibrio da evitare, perchè può favorire abitudini alimentari scorrette ed aumentare il rischio di obesità e di varie malattie tra le quali quelle cardiovascolari.

Gli accorgimenti da seguire vengono dettagliatamente indicati nello studio commentato dalla dietista e coordinatrice del documento Anna Frassinetti:

Proteine dai 6 ai 12 mesi: non devono superare i 10/15 g a giorno.

E poiché queste quantità includono anche il latte, che continua ad avere un ruolo fondamentale nell’alimentazione del bambino di 6 mesi, generalmente si prendono come fonti proteiche cibi alternativi che le mamme possono scegliere fra questi:

  • 10 gr di legumi decorticati secchi;
  • o 20 gr di pesce;
  • oppure 15 gr di carne fresca;
  • o mezzo omogeneizzato;
  • o 2 cucchiaini di parmigiano;
  • o mezzo uovo da proporre singolarmente e non contemporaneamente come spesso si fa.
  • salumi vanno evitati.

 

 

Proteine dai 12 mesi ai 36 mesi : le quantità aumentano di poco.

 

Una buona strategia è offrire al bambino anche una piccola porzione di verdura variando tipo e colore.

Alla fine della pappa, frutta fresca di stagione, (schiacciata o grattugiata sena aggiungere zucchero).

 

Sale e zucchero: quando sono vietati

Per tutto il primo anno di vita non bisogna aggiungere né sale nè zucchero all’alimentazione del bambino. Ciò abitua il bambino a percepire i sapori naturali e riduce i futuro la propensione per gli alimenti troppo salati o troppo dolci.

 

Se il bambino non gradisce il cibo

Può accadere che un regime alimentare come questo non sia di gradimento del bambino. Ma non può trattarsi di una avversione. In questo caso molte mamme, pur di non lasciare digiuno il piccolo, concedono strappi o esagerano . In questo modo però non fanno il bene del bambino.

La soluzione è temporeggiare: significa cioè che se il bambino non gradisce un alimento che la mamma ha cucinato in un determinato modo, va sospeso e riproposto dopo una settimana un diverso alimento dello stesso tipo e preparato diversamente

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